JEMORE

BeMore: le Nostre Storie – Vita da Fuori Sede a Modena

Eccoci tornati con un altro articolo sulle nostre storie. Questa volta tocca ad Annalisa Palmisano, classe 1999 al quarto anno di giurisprudenza e nel team Legal di JEMORE. 

 Una persona dalle idee chiare, “ho sempre saputo di voler studiare giurisprudenza”, ma allo stesso tempo sempre aperta a novità. Un esempio è il suo planner settimanale, immancabile agenda in cui appuntare tutto per poi “non seguire niente di quanto scritto”. E va bene così, perché la programmazione ci aiuta ad organizzare i vari impegni ma è la flessibilità che ci permette di cogliere sempre l’opportunità migliore.   

 

VITA DA FUORI SEDE 

Originaria di Monopoli, ha sempre saputo che si sarebbe trasferita per gli anni universitari. “Inizialmente volevo andare a Trento, poi ho visto Modena durante il quarto anno di superiori e ho capito che sarebbe stata la città perfetta per i miei studi”, racconta.   

Tutti gli associati con cui abbiamo chiacchierato fino ad ora [N.d.A. vedi i precedenti articoli BeMore], sono accumunati dall’essere studenti fuori sede. Questa ha rappresentato per loro una grandissima opportunità di crescita di cui tutti vanno fieri.  

Per coloro che hanno già le idee chiare sul percorso universitario da intraprendere, andare a visitare un anno in anticipo le varie città, come ha fatto Annalisa, è sicuramente un grande vantaggio per capire dal vivo se quella realtà sia realmente adatta a noi e per iniziare a valutare le diverse possibilità di alloggio.  

Annalisa si è subito innamorata di Modena, capace di unire la vitalità di una città senza sfociare nel caos delle metropoli. Come alloggio ha scelto la Fondazione Collegio San Carlo, un’istituzione in città. “Consiglio il Collegio in quanto è una bellissima comunità con tante persone diversissime. Ho potuto fare amicizia con persone che non avrei mai avuto modo di conoscere se non fossi stata lì”. 

IL COLLEGIO 

Per ogni anno accademico viene pubblicato un bando che consente agli studenti di mandare la propria richiesta di ammissione. All’interno del Collegio si trovano gli alloggi, la mensa, lavanderia, palestra, biblioteca e zone comuni dove è possibile studiare o rilassarsi. Ogni anno gli studenti devono seguire un certo numero di ore tra volontariato e corsi formativi, questi consentono di acquisire tante competenze trasversali utilissime per il mondo del lavoro. Annalisa sta attualmente seguendo il corso di Personal Branding, mentre il prossimo semestre si dedicherà al Public Speaking. Inoltre, ha avuto modo di partecipare a tantissimi eventi da volontaria, come ad esempio: TEDx Modena, Modena Smart Life e DIG – Documentari Inchieste Giornalismo.  

Anche durante il periodo di lockdown, per Annalisa, il Collegio si è dimostrato la scelta migliore. “Ho avuto la possibilità di passare il tempo con un’altra ventina di ragazzi e ragazze che erano rimasti come me a Modena – racconta Annalisa -. Siamo riusciti a rendere divertente e passare bene anche quel momento difficile per tutti”. 

“ALLARGARE LA COMFORT ZONE”  

Grazie all’esperienza da fuori sede e al Collegio, Annalisa dice: “Ho potuto conoscere persone nuove con differenti trascorsi, questo mi ha fatto crescere e capire che ci sono tanti modi di pensare e di vivere diversi” e consiglia “tutti dovrebbero fare un’esperienza da fuori sede soprattutto a questa età, periodo in cui si forma il pensiero critico e la personalità”.  

Buttarsi in un’esperienza lontano da casa non è soltanto per i più estroversi, conferma Annalisa,  “soprattutto qualche anno fa ero una persona molto timida. Ancora oggi per instaurare rapporti di amicizia ci vuole un po’ di tempo. Il Collegio mi ha aiutata tanto in questo, facendomi conoscere persone nuove. Crescendo sto diventando sempre meno introversa e mi sto allenando a parlare anche con chi ho meno confidenza”.  

Un’epifania ha colto Annalisa. “Mi sono accorta che rimanevo troppo nella mia comfort zone facendo cose che sapevo già fare e vedendo persone che già conoscevo.” Anche per questo ha scelto di entrare a far parte di JEMORE, dove in poco tempo ha avuto modo di imparare nel pratico a fare cose di cui prima sapeva soltanto la parte teorica. “Ci siamo dovute mettere lì e capire da sole come rendere in pratica ciò che ci era stato insegnato in aula, non è stato facile ma molto soddisfacente!” aggiunge. 

Per concludere, l’obiettivo di Annalisa non è tanto uscire quanto “allargare la comfort zone”, e anche per il futuro afferma “non mi precludo nulla a priori anche se so cosa vorrei. Non mi metto limiti perché il futuro non è prevedibile”.  

 

A cura di Redazione
Testo: Martina Bernardini
Grafiche: Luca Ivacs e Allegra Zanni
Revisione: Allegra Zanni

 

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